Pazzesco.

Lucertola - Banana Yoshimoto, Giorgio Amitrano

È il primo libro di Banana Yoshimoto che leggo nella mia vita.

Sinceramente, non sapevo proprio cosa aspettarmi, pur conoscendo in parte quanto sia diversa la letteratura giapponese dalla nostra. 

Credo di essere rimasta senza parole e di non riuscire ancora ad articolare nessun pensiero coerente con quanto ho appena finito di leggere. Sarà perché ho letto il libro tutto d'un fiato mentre andava preso a piccole dosi..non so.

Sta di fatto che, in quelle parole, c'è tanta di quell'immensità da perdersi completamente..rimanendo nudi di fronte all'essere, al non essere, alla vita, alla morte..insomma: davvero pazzesco.

 

I suoi movimenti erano così fluidi che qualsiasi posa assumesse dava un’illusione di immobilità. Per quanto la musica potesse essere fragorosa, lei sola sembrava esistere in un mondo senza suoni.

 

 

Sentii un senso di perdita assoluto, come se il mondo dovesse finire.

 

 

Il corpo, senza uno spirito che mi guardi, è solo un contenitore. E quindi lo si può guarire, come si aggiustano le macchine, pensai.

 

 

Per esempio quando tu chiudi gli occhi, in quel preciso istante il centro dell’universo si raccoglie dentro di te.

 

 

Dato che la memoria è energia, se non viene liberata rimane nel corpo e intristisce.

 

 

Convenzioni, strane regole non scritte… ce n’è un’infinità, e proprio perché creano tante piccole limitazioni, all'interno di un ambiente ristretto hanno una forza assoluta. Stereotipi che agiscono ancora prima del giudizio morale...

 

 

Insomma, a parte la differenza di atmosfera, la percentuale di persone speciali e di quelle insulse era la stessa dappertutto.

 

 

Parole che in quel momento potevano riferirsi solo a me, e che a un altro sarebbero parse insignificanti, banali. Le persone che pronunciano parole così lo fanno come per caso, come se non avessero nessuna importanza, ma in realtà, in qualche parte profonda di loro, devono conoscere il potere di quello che hanno appena detto. Sentire di averti dato qualcosa che hanno portato da chissà quale meraviglioso luogo infinitamente distante.

 

 

La mia casa sono solo io, il mio posto è solo dove sono in quel momento, e però questa realtà non si può isolare: è un processo continuo come la bellezza azzurra dell’aurora che dopo un istante si trasformerà in un’alba che possiede una diversa bellezza non meno meravigliosa. È più o meno la stessa cosa.

 

 

E potrei andare avanti ancora per molto...

È qualcosa che tocca nel profondo.